Sapori di fine secolo...
ma quanti paciügh...

Ma quanti modi per farti sentire piccolo; uno dei tanti l'inchiostro, con tanto di calamaio pieno, incorporato nel banco al quale avevi diritto solo a partire dalla seconda. Niente inchiostro quindi per fare macchie sui quaderni che avevano sempre le orecchie e per evitarle - ma era quasi impossibile - il signor maestro ci faceva ritagliare gli angoli delle buste delle poche lettere che arrivavano in casa; ma in compenso, quante altre macchie di conserva di zucche, o quella di quattrofrutti perché era quella che costava meno come la bondiöla o la bologna che si comprava alla bottega dove "chela granda", la più alta delle due sorelle che avevano il negozio, tagliava il salame con il coltello lungo che venivano le fette più fini che a tagliarle con la macchina che faceva clac clac e poi marcava nel libretto e diceva "ciao nè, tuus"; allora potevi andare e cominciare ad attaccare il culo del pane che quando arrivavi a casa era rimasto solo il molle e faceva proprio schifo. E giù sberloni: era un mondo fatto così...

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