Sapori di fine secolo...
l'odore dei Carandake...

La grande attesa era per la scatola dei colori, i Carandake che però si diceva Carandasc e si scriveva Caran d'Ache. Boh ! Non era tanto per i colori ma per il suo odore (forse bisognerebbe dire il loro, ma bèh) che sapeva di legno e anche quello della gomma nuova. Ah quei colori così belli, messi giù bene, tutti vicini che sembravano l'arcobaleno: dal giallo all'arancio e il rosso, che bello che era il rosso, e il verdino e subito dopo il verdone e il celeste e il blu, il marrone che però non era così bello... E poi quando passavano i mesi, alcuni diventavano sempre più piccoli mentre gli altri, il nero e il marrone, restavano lunghi come quando erano nuovi perché non si adoperavano quasi mai.

III //__

People shouting at the world over megaphones; Size=240 pixels wide

Home

Sognavo la bicicletta... | Il mondo gira, un po' di qua e un po' di là... | La signora coniglio... | l'odore dei Carandake... | ma quanti paciügh... | aste e bastoni... | gi-enne-apostrofo-eri... | posso andare a guzzare il lapis ?