La guerra nascosta
Terra di frontiere. Ticino 1939-1945
Allestita in contemporanea
con i Musei etnografici di Curio (La mobilitazione dimenticata) e di Loco (I percorsi delle idee), la mostra di Intragna -
La guerra nascosta - si sofferma sugli aspetti legati all’attività dei servizi segreti insediatisi nel Canton Ticino soprattutto dopo l’armistizio italiano dell’8
settembre 1943, e i rapporti tra la Resistenza italiana e il nostro Cantone, con particolare riferimento al territorio dell’Ossola
e alla Repubblica in essa insediatasi alla fine del 1944.
Già
in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fine della guerra, il Museo centovallino aveva proposto una serie di incontri
con testimonianze particolarmente toccanti tra i “Bambini del ‘45” provenienti dalla valle Vigezzo e dall’Ossola
e le famiglie ticinesi che li ospitarono durante la seconda guerra mondiale.
Il tema centrale dell’esposizione
tratta dei rapporti che intercorsero tra la Resistenza italiana e gli Alleati soprattutto nel periodo dopo l’armistizio italiano del 1943 e la liberazione
della Francia nel 1944; una “guerra nascosta” che aveva solide basi sul suolo ticinese con la presenza di agenti
segreti e rappresentanti delle forze in campo nel conflitto. Il Ticino come “Terra di frontiere” attraverso le
quali avveniva il passaggio di informazioni, merci, persone e denaro.
Accanto al testo esplicativo dei pannelli, ricchi di fotografie, nel Museo sono esposti
documenti d’archivio, oggetti e divise che riconducono alla vita sulla nostra frontiera negli anni di guerra. I passaggi
del confine sono rievocati dalle voci dei protagonisti, in documenti sonori provenienti dagli archivi della Radio Svizzera
di lingua italiana e della Fonoteca Nazionale.
Le
tre esposizioni - realizzate nell’ambito di un progetto Interreg IIIA denominato “La memoria delle alpi”
che ha come capofila per la Svizzera l’Istituto di storia delle Alpi dell’Università della Svizzera italiana (ISAlp)
- sono il frutto di una intensa ricerca portata avanti da Nelly Valsangiacomo, Francesca Pozzoli e Christian Luchessa.
La loro realizzazione
è stata possibile grazie al sostegno del Centro di dialettologia e di etnografia e delle Banche Raiffeisen del Malcantone
e Banca Raiffeisen Centovalli Pedemonte Onsernone.