Centovalli - la Scuola al Monte

6. Sentiero dei Bambini

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Il sentiero dei bambini a Lionza

Facile percorso alla scoperta dei beni culturali del paese di Lionza, adatto alle famiglie con bambini. I bambini partono da soli alla scoperta di un mondo antico mentre dal piazzale della chiesa, i genitori possono controllare che tutto si svolga per il meglio, avendo sempre sott’occhio l’intero percorso.

Oltre al “Palazz”, le testimonianze storiche che i bambini incontrano lungo il cammino comprendono la chiesetta dedicata a Sant’Antonio da Padova, l’oratorio di Tesa, sotto al paese ed eretto dalla famiglia Tondü, la zona “ai ticc”, dove si trovano le stalle, separate dal paese, all’interno della quale si trova un torchio a vite risalente al 1828, il lavatoio pubblico e nelle vicinanze, un mortaio che serviva per la triturazione delle noci per ricavarne l’olio.

Nella parte alta si trovano i “röd”, dei canali scavati a protezione del paese da dove si gode una stupenda vista sulla catena del Gridone e sui paesi della sponda destra.

 
Tempo di esecuzione: ca. 2 ore

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SerGatto presenta…


IL PERCORSO

1        L’oratorio di Sant’Antonio

2        Il torchio

3        Il lavatoio

4        I “röd”

5        Mortaio in pietra

6        Il “Palazzo” Tondü

7        La casa del “Cappellano”

8        Lionza, un balcone sull’alta valle

9        Varianti e proposte                

     La cappella di Tesa, sotto al paese

     Rientro a piedi lungo il sentiero del mercato

10    Informazioni

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SerGatto presenta...
 

Salve amici,

con la proposta di oggi andremo alla scoperta di un piccolo paese ricco di testimonianze storiche del passato: Lionza, un piccolo nucleo sopra Camedo, un autentico balcone che permette di ammirare l’imponenza del Gridone, proprio di fronte, e ammirare i paesi dell’alta valle che, dal piazzale della chiesa, ci appaiono come in uno scenario panoramico.

La particolarità di questo percorso è che si svolge interamente all’interno del paese e potete farlo da soli, senza insegnanti o genitori, i quali, dal piazzale della chiesa potranno seguirvi in tutti i vostri spostamenti.

Una breve camminata sulla quale troverete un antico torchio, il lavatoio pubblico, i canali scavati a protezione del paese e il maestoso “Palazz”, la casa Tondü.

Per il rientro, a dipendenza di come siete arrivati, potrete percorrere un breve tratto del sentiero del Mercato - così chiamato in quanto in passato era l’unica via per raggiungere il mercato di Locarno - fino alla stazione di Palagnedra per prendere il trenino bianco e blu della Centovallina.

Buona passeggiata a tutti e... alla prossima avventura !!!

Il vostro amico SerGatto

1. L’Oratorio di Sant’Antonio

Dedicato a Sant’Antonio da Padova l’oratorio di Lionza risale al XVII secolo; la sua presenza è confermata nei rapporti della visita pastorale di Mons. Carafino nel 1636 - anche se sono probabili versioni di epoche precedenti - e venne ampliato nella sua forma attuale e consacrato nel 1664.

Di notevole pregio l’immagine di Sant’Antonio del 1682 eseguita a Vienne (Francia) per conto di un certo Guidetti. All’esterno della cappella della Madonna del Sangue figura l’iscrizione: “D.O.M - Pietro e Antonio fratelli Tondu - fondatori di questa cappella - 8 7bre 1691”.

Il fonte battesimale in marmo è del 1751 mentre le decorazioni interne, eseguite da Arnaldo Marchesi di Brescia, risalgono al 1901. All’esterno, il cimitero venne benedetto nel 1668.

Il campanile risale all’anno 1770, come figura sui quattro lati del campanile stesso, ed è dotato di tre campane fuse nel 1893 dallo stabilimento Bianchi di Varese.

2. Il torchio

Nella parte ad est del paese, una zona destinata unicamente alle stalle, si trova un torchio a vite del 1828, inizialmente costruito per la produzione dell’olio di noce ed in seguito usato per la torchiatura dell’uva.

3. Il lavatoio

Di pregevole fattura il vecchio lavatoio pubblico che in passato serviva tutte le famiglie del paese, quando ancora non c’era l’acqua corrente nelle case.

4. I “röd”

Percorrendo il sentiero per il Monte Saorée - del quale esistono riferimenti quale paese stabilmente abitato fino al 1363 - e svoltando a sinistra poco sopra l’ultima stalla, si incontrano i cosiddetti “Röd”: dei canali scavati nel terreno a protezione del paese sottostante. Si può percorrere il canale principale fino al suo inizio e continuare verso “Saliröi”, un paese abbandonato a circa dieci minuti dal paese oppure scendere lungo il sentiero che attraversa il paese.

Nel ritorno, oltre a diversi affreschi sulle facciate delle case, da notare una “tavola mulino” incisa su una panchina, proprio dietro il palazzo Tondù. Una tavola analoga si trova sul muretto all’interno della “Casa del Capellano”, di proprietà privata.

5. Mortaio in pietra

A lato del sentiero tra la Casa Tondü e il lavatoio, si trova questo mortaio in pietra che serviva per la triturazione delle noci dalle quali si ricavava il prezioso olio.

6. Il “Palazzo” Tondü

Da ormai troppi anni il “palazzo” Tondù di Lionza segna il degrado del tempo con il pericolo che una fra le più importanti testimonianze legate all’emigrazione dei nostri paesi vada irrimediabilmente perduta.

Costruito nel 1658 dalla famiglia Tondù - emigranti spazzacamini che ebbero grande fortuna nella zona di Parma - venne in seguito legato ai Terrieri che lo gestiscono tuttora attraverso l’omonima Fondazione Casa Tondù di Lionza.

Alfine di trovare una soluzione degna per una delle testimonianze più significative di tutta la regione è stato dato incarico allo studio d’architettura Urs Plank di Intragna di elaborare un progetto che consenta di applicare un maggior numero di soluzioni possibili.

Il progetto, ufficialmente presentato nella primavera 2006,  prevede la creazione di una quindicina di monolocali, ognuno con servizi propri ed indipendenti, facilmente trasformabili a dipendenza delle necessità, oltre ad alcuni locali comuni e di servizio quali la cucina e la réception.

La particolare configurazione della struttura permette l’insediamento di diverse attività, facilmente combinabili fra loro, quali ad esempio:

appartamenti di vacanza: con possibilità di combinare l’accoglienza di turisti durante la stagione estiva e della popolazione anziana durante i mesi invernali quale alternativa al ricovero presso istituti di cura;

monolocali per studenti o ricercatori: il progetto di Parco nazionale del Locarnese potrebbe costituire un ottimo bacino d’utenza; alcuni monolocali sarebbero facilmente trasformabili in locali di studio pur mantenendo le possibilità di alloggio;

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Garni, pensione o Bed & Breakfast: la presenza della cucina e della réception permette l’insediamento di strutture legate alla ristorazione.

“I Tondù di Lionza” di Guido Fiscalini, Ed. Museo regionale, Fr. 5.- (in vendita alla cassa).

7. La casa del “Cappellano”

Poco sopra la chiesetta c’è la “Casa del cappellano”, probabilmente legata al cappellano Giacomo Maria Tarcia riscontrato nel 1702. Di proprietà del Legato Tondù è stata affittata a privati che hanno provveduto al restauro. Sulla facciata Sud vi è dipinto lo stemma della famiglia Tondù - adottato dal comune di Borgnone quale stemma comunale - mentre su una lastra del muretto del giardino vi è scolpita una “tavola mulino”.

8. Ritorno sulla piazza dell’oratorio

Un balcone sulla valle

Dalla piazza antistante la chiesa si gode di uno stupendo panorama su tutta l’alta valle, che si apre all’altezza dei nostri occhi in particolare sui paesi della sponda opposta adagiati ai piedi della catena del Gridone (m. 2’188): partendo da sinistra, Verdasio ci appare di profilo quasi attaccata alla montagna; di fronte il piccolo villaggio di Rasa con il soprastante Pizzo Leone (m. 1’659) e poco oltre si intravede l’abitato di Bordei, completamente restaurato negli ultimi decenni per conto della fondazione Terra Vecchia.

Palagnedra, comodamente adagiato sull’ampio terrazzo che si eleva fino ai piedi dell’imponente montagna; Moneto quasi schiacciato dalla forza dell’immensa catena rocciosa soprastante, la costa di Pian dal Barch con l’ultimo paesello di Monadello e sullo sfondo la Valle Vigezzo. Poi, così vicini quasi da poterli toccare, Borgnone proprio di fronte e Costa, sull’estrema destra, sotto l’imponenza del Pizzo Ruscada.

Da non perdere la visita del cimitero con i suoi monumenti che ci raccontano la storia di questo piccolo paese.

9. Varianti e proposte 
                                                      

A.                             Dalla località Piazze alla stazione di Verdasio:
Anziché scendere alla stazione di Palagnedra, proseguire lungo il sentiero per Verdasio; da qui discesa lungo la cantonale.

A Verdasio: ristorante al Pentolino, 091 780 81 00.

Grà (per l’essiccazione delle castagne) all’inizio del sentiero per Comino.

Nucleo del paese, case patrizie legate all’emigrazione di notevole valore architettonico.

Tempo di percorrenza Piazze - Verdasio: ca. 45 min.

Tempo di percorrenza Verdasio - Verdasio Stazione: ca. 30 min.

B            Da Verdasio a piedi fino ad Intragna:

Sentiero per il Monte Comino, al primo tornante proseguire in direzione di Slögna, Calezzo e quindi discesa su Intragna (strada cantonale) oppure proseguire in leggera salita fino a Costa e discesa su Intragna attraverso la valle dei mulini.

               Tempo di percorrenza da Verdasio: ca. ore 2.

C            Da Verdasio al Monte Comino:

               Comoda mulattiera in salita con rientro alla stazione di Verdasio con la funivia.

               www.comino.ch, Tempo di percorrenza: ca. ore 2.

               Idem con rientro a piedi lungo il sentiero fino ad Intragna (2 varianti)

               Tempo di percorrenza da Verdasio: ca ore 3 ½.

               Monte Comino:  Grotto Riposo Romantico (alloggio), 091 798 11 30 Ristorante - Ostello Alla Capanna, 091 798 18 04, www.montecomino.ch 

Intragna:   diversi ristoranti, alberghi e un Tea-room

                Museo regionale (vedi informazioni),

                salita sul campanile più alto del Ticino (m. 65)

                treno e autopostale per Locarno.

D             Variante percorso completo da Intragna a Camedo(Sentiero del mercato)

NB. itinerario impegnativo per buoni camminatori
Intragna – Costa – Calezzo – Slögna – Verdasio – Piazze – Lionza – Borgnone Camedo (rientro con la Centovallina).

                                      Tempo di percorrenza: ca. 7 ore.

                 

10. Informazioni                                                                 

Ristoranti a Camedo:              
Ristorante Vittoria (Bar, sopra la stazione) 091 798 11 75
Osteria Grütli con alloggio (in paese), 091 798 17 77
Albergo-ristorante Elvetico (Dogana), 091 798 10 95

Ufficio postale Camedo:          
091 798 11 40 - 
aperto: 15°°- 17°° - sabato 8.00-8.45

Stazione Fart Camedo: 091 798 11 41

Dogana svizzera:          
Il valico doganale è aperto ininterrottamente.
Valico non custodito, controlli possibili nel raggio di 10 km.

Ostello Palagnedra          Ostello comunale, Palagnedra, 091 798 11 53
http://www.palagnedra.ch       

Ferrovia:                         Ferrovia delle Centovalli (Fart): 091 756 04 00 www.centovalli.ch

Museo regionale              Museo regionale Centovalli e Pedemonte, 6655 Intragna

091 796 25 77, info@museocentovalli.ch-www.centovalli.net

aperto da Pasqua a fine ottobre: 14°° - 18°° - lunedì chiuso

Entrata, Fr. 5.- gruppi, Fr. 3.- studenti, Fr. 1.-

-         Internet corner - informazioni turistiche

Campanile Intragna         Salita sul campanile più alto del Ticino, m. 65 
Entrata, Fr. 3.-  gruppi, Fr. 2.-  studenti, Fr. 1.-

Il Museo regionale delle Centovalli e del Pedemonte si trova nel nucleo di Intragna, un tipico villaggio ben conservato all'imbocco delle Centovalli ed è ubicato dietro la chiesa parrocchiale, sull'antica mulattiera per la Valle Onsernone. Di proprietà della Fondazione del Museo regionale delle Centovalli e del Pedemonte, nella quale sono rappresentati i sei comuni della regione, Tegna, Verscio, Cavigliano, Intragna, Palagnedra e Borgnone, è aperto al pubblico dal 1989 nella Casa Maggetti, costruita nel XVI secolo ed ampliata in diverse epoche; è riconosciuto dal Centro di dialettologia e di etnografia con il quale opera in stretto contatto nella salvaguardia e nella valorizzazione del passato della regione.

La collezione permanente, di carattere storico-etnografico, riflette ed interpreta gli usi e i costumi del passato della regione, attraverso una trentina di spazi espositivi ripartiti sui tre piani e nell'ampio cortile. Al primo piano il locale di ingresso fornisce utili informazioni ai visitatori sulle possibilità di escursioni, alloggio o luoghi da visitare e mette in vendita una serie di articoli quali cartoline, riviste o pubblicazioni realizzate sotto l'egida del Museo in occasione di mostre temporanee di carattere etnografico o artistico. La "sala granda" accoglie regolarmente esposizioni tematiche, frutto della ricerca portata avanti nell'ambito delle attività del Museo; qui si trova pure il centro di documentazione dotato di una ben fornita biblioteca di carattere etnografico, un archivio di documenti, oltre duemila fotografie e vari articoli di giornali e riviste che trattano temi locali.

m/m - aggiornamento: agosto 2010

MIGROS percento culturale
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